
Spesso abbiamo puntato il dito verso soluzioni più attente all’ambiente ed abbiamo posto l’attenzione su nuovi metodi per vivere non solo la città, ma anche il nostro concepire le singole cose. Dall'acquacoltura agli arti prostetici il futuro sembra entrare sempre più prepotentemente nelle nostre vite. Basti pensare a quanti termini abbiano scoperto e riscoperto grazie al lockdown: smartwotking e digitalizzazione sono diventate quasi un mantra, ma lentamente stiamo facendo passi avanti anche per l’ambiente.
L’esempio più lampante è l’eco bonus per le biciclette elettriche, ma non è l’ultimo di cui si sta parlando. Oggi stesso a Firenze, si sta tenendo la cerimonia di apertura dell’iniziativa Travel & Joy Green Urban Solution (cui faremo riferimento da adesso solo come Green Urban Solution). L’iniziativa, promossa da Federica Borghi e patrocinata dal Comune di Firenze, si propone come un progetto triennale che trasformerà la città in un hub di divulgazione culturale, animato da eventi, conferenze, mostre, laboratori aperti alla comunità.
Tra i diversi obiettivi del progetto, supportati da convegni ed allestimenti di aziende leader dei diversi settori, vediamo l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse e la presentazione di nuove tecnologie e metodi di coltura; la riqualifica di territori abbandonati, come molti quartieri delle grandi città che non hanno mai avuto un piano regolatore, attraverso l’installazione di aree verdi verticali ed ecosostenibili che forniscano, al contempo, una produzione di ortaggi ed altri beni di consumo a km0. Il tutto supportato dalla cittadinanza che diventa parte attiva nel benessere della propria comunità.
Si agisce quindi su più livelli perché, se da una parte abbiamo indubbiamente un vantaggio di tipo ecologico, il coinvolgimento dei singoli individui va a modificare non solo la fisionomia dei quartieri ma anche il modo con cui il cittadino si percepisce all’interno dell’ecosistema urbano, responsabilizza