
È inutile negarlo, siamo nel pieno di una rivoluzione industriale che vede la parola "smart" come principale protagonista della vicenda. L'automazione sta prendendo sempre più piede nel mondo delle imprese e l'economia spinge sempre di più verso questa direzione a causa delle sempre crescente domanda di beni.
Anche in Italia stiamo cominciando ad approcciarci ad un nuovo modo di affrontare le sfide quotidiane, prima fra tutte è l'aver modificato sostanzialmente la nostra visione del lavoro; dapprima in ufficio, oggi a casa propria. Sempre più enti pubblici ed aziende private stanno adottando politiche di smart working e nell'ottica di questa radicale innovazione in governo ha rinnovato il credito d'imposta per gli investimenti delle imprese nell'Industria 4.0 all'interno della Legge di Bilancio 2021. Questi incentivi saranno disponibili fino al 2022 ed è possibile accedervi, come vedremo a breve, per investimenti effettuati a partire da novembre 2020.
Queste agevolazioni si applicano a tutte le industrie situate sul territorio italiano e prevede agevolazioni nel caso di acquisto di macchinari 4.0 con un credito d’imposta al 50% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, al 30%, per la quota di investimenti da 2,5 milioni a 10 milioni di euro, e del 10% sopra i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro per gli acquisti effettuati dal 16 novembre 2020
Non sono esenti nemmeno i software che prevedono un credito d’imposta al 10%, elevato al 15% per gli investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di modalità di lavoro agile. Nel 2022 l’agevolazione scende al 6%.
A questi si uniscono investimenti in ricerca e sviluppo la cui agevolazione sale al 20% fino a 4 milioni di euro. Investimenti in innovazione tecnologica, design, innovazione estetica con un bonus al 10% fino a un tetto di 2 milioni di euro ed agevolazioni per la transizione ecologica o innovazione digitale 4.0 pari al 15% fino a 2 milioni di euro.