
Esistono moltissime forme di assistenza alle famiglie con figli a carico, come l'Assegno di Natalità (Bonus Bebè), destinato ai genitori di bambini che non hanno ancora compiuto il primo anno di età, oppure l'Assegno per il Nucleo Familiare, destinato ai lavoratori dipendenti agricoli, ai lavoratori domestici e somministrati ed ai beneficiari del fondo pensionistico ex ENPALS. Tutte queste forme di assistenza risultavano troppo frammentarie perché si potesse garantire la trasparenza dei processi precedentemente accennati ed è per questo che, da ieri, è entrato in vigore a tutti gli effetti l'Assegno Unico per i Figli.
Si tratta di una nuova misura che punta a raggruppare in un unico bonus tutte le forme di assistenza che formavano in precedenza il nostro apparato del welfare. L'Assegno sarà usufruibile a partire dal settimo mese di gravidanza e per le famiglie con a carico almeno un figlio entro i 21 anni di età.
Per quel che riguarda l’importo, la cifra esatta dell’assegno mensile non è ancora nota, ma si parla di somme da 80 a 250 euro mensili, da calcolare in base all’età del figlio e al valore dell’ISEE del nucleo familiare. Il nodo è rappresentato, come sopra già evidenziato, dalle risorse necessarie.
Il nuovo bonus entrerà in vigore a partire dal 1° luglio ed il suo importo sarà progressivo per tutti i figli successivi al primo che rientrino nelle richieste esplicitate anche in precedenza (dal 7° mese di gravidanza fino al 21° anno di età) e sarà maggiorato di un importo che varia fra il 30 ed il 50 per cento superiore per i figli con disabilità secondo l’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
Ne avranno diritto tutti i cittadini e residenti sia italiani che di un paese membro dell'UE, che sono tenuti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia, che sono residenti e domiciliati in con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio e residenti in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ossia titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale. Questi requisiti sono aperti sia a lavoratori dipendenti che a partita IVA, oppure ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza. È anche possibile richiedere che dell'assegno sia beneficiario direttamente il figlio come forma di indipendenza economica.